Firenze, culla del Rinascimento, è una città che amo profondamente.
Sono andato a scuola tra le sue vie, seduto sui sedili scomodi degli autobus arancioni (gli “ataf”), particolarmente umidi in autunno, al punto da potersi immaginare come sarebbe la foresta pluviale se facesse freddo.
Negli ultimi anni – soprattutto nel periodo post-Covid – ho visto scivolare la mia meravigliosa città sempre più in mano a investitori che comprano le case destinate a noi cittadini per trasformarle in B&B. Non è più un luogo di cultura da visitare, ma un parco giochi da esplorare e spolpare, finché il turista stesso non è più una presenza benvenuta, apprezzata e ospitata dalla popolazione locale, perché ormai di popolazione locale ce n’è sempre meno.
Una reazione chiara a tutto questo è la vita notturna moderna, che con spazi e iniziative ideati da persone, per persone, manda un chiaro messaggio: noi fiorentini siamo qui per restare. Se la città non può essere nostra di giorno, lo sarà di notte. E che i turisti non si preoccupino: loro, per primi, sono i benvenuti a vivere al 200% le notti fiorentine. Perché queste sono per tutti.
La Movida
In questa città viva, anzi vivissima, non è difficile incappare in bar, pub e discoteche che non chiudono prima delle due di notte.
Probabilmente la scelta più gettonata per chi vuole andare in discoteca è lo YAB, il disco club aperto nel ’79 che ancora fa da padrone, situato proprio nel centro storico. Organizza DJ set che attirano avventori da tutta la Toscana. In passato ci hanno suonato artisti del calibro di David Bowie; oggi la programmazione è prevalentemente elettronica. È il locale più seguito della città, mentre la medaglia d’argento spetta al Tenax. Collocato in via Pratese, è la meta per gli amanti della musica house, anche grazie all’alto livello dei suoi ospiti.
Spostandosi verso Grassina, si trova il Viper Club. Anche qui l’elettronica la fa da padrona, ma sempre più spesso si organizzano eventi rock o alternativi. Se questo genere fa più al caso vostro, il rock and roll non muore mai al Virgin Rock Pub in via dell’Agnolo: un locale piccolo, ma vibrante. Eventi che richiedono il chiodo trovano spazio anche nell’unica location citata in questo articolo di proprietà di una multinazionale: l’Hard Rock Cafe.
Ve lo dico nero su bianco: l’Hard Rock Cafe di Firenze è probabilmente uno dei più belli al mondo. Al momento dell’acquisizione, lo spazio fu concesso solo a patto di mantenere intatta la struttura dell’ex Cinema Gambrinus. Come nel caso del Cinema Giunti Odeon, il risultato è stato sorprendente e oggi il ristorante è uno dei locali notturni più frequentati anche dai locals.
Cosa significa questo a livello sociale? Che ai fiorentini piace divertirsi? Anche, ma non solo.
Innanzitutto, questi spazi parlano ed esistono per i cittadini. Chi va oggi a un DJ set techno potrebbe trovarsi bene, sentirsi parte di qualcosa e tornare. È così che si costruisce un senso di appartenenza, anche di notte.
Per capire davvero i valori della città, però, bisogna guardare anche a come Firenze supporta chi va a ballare, tutelandolo con servizi come “Nottetempo”, che consente di prenotare un bus per spostarsi tra le fermate. Inoltre, Palazzo Vecchio sta valutando di stanziare fino a 4 milioni di euro per attivare fino a 8 linee notturne con passaggi ogni 20/30 minuti.
Notti culturali
La sindrome di Stendhal è anche detta sindrome di Firenze e la città del Rinascimento ci tiene a ricordarci perché, dandoci modo di esplorare le sue meraviglie anche di notte. Sia passeggiando per le sue vie – il Duomo di notte toglie il fiato -, sia offrendo ai suoi avventori la possibilità di continuare a educarsi.
Notte al museo
Ogni martedì, la Galleria degli Uffizi e l’Accademia rimangono aperte fino alle 22. L’esperienza, oltre a essere particolare, è anche molto più accessibile di quanto si pensi: non serve prenotazione, il che significa che anche il biglietto d’ingresso è più economico di 2€.
E se siete in vena di cultura, ma avete già visitato i musei? Le opzioni sono svariate.
Una serata a un cinema particolare
Non ho ancora visto questa attività in alcun articolo dedicato a cosa fare a Firenze, forse perché la Libreria e Cinema Giunti Odeon è una novità.
Ha infatti aperto nel 2023, in quello che fu lo storico cinema Odeon, vicino a piazza Strozzi. Un restauro che ha portato a una struttura di una bellezza unica.
Tutti i giorni, la libreria è gremita di clienti alla ricerca del romanzo ideale e di studenti che studiano sugli spalti, mentre la sera rimangono aperti il ristorante e il cinema, il cui programma prevede spesso i film più recenti in lingua originale (con sottotitoli) e moltissimi eventi che vanno avanti fino a mezzanotte.
Notte tarda tra i libri
A completare una scena culturale così attiva, messaggio forte e chiaro che Firenze studia, Firenze educa i fiorentini e che Firenze è per le persone, non le imprese, ci sono i Caffè Letterari.
Il più noto è, senza dubbio, il Caffè delle Murate, situato appunto alle Murate. È stato aperto nel 2011 ed è aperto 7 giorni su 7, dalle 09 alle 01 dal lunedì al venerdì, mentre nel weekend l’apertura è alle 15 e la chiusura alle 2.
Qua, oltre a poter usufruire dei servizi di bar, ristorante, lounge e cocktail bar tra centinaia e centinaia di libri in varie lingue, è anche possibile assistere a presentazioni di libri, firmacopie, DJ set e concerti (più o meno riusciti a seconda della serata, ammettiamolo) fino a tarda notte. Tra le caratteristiche del Caffè Letterario delle Murate ci sono gli eventi particolari. Ad esempio, questo San Valentino si terrà la serata Après Ski con neve artificiale. Tutti coloro che andranno vestiti in maschera o da sci riceveranno un calice in omaggio.
Prima di diventare famosi, si sono esibiti qua artisti del calibro di Achille Lauro e Lucio Corsi.
Una città che vale mille
Ci sarebbero ancora destinazioni da menzionare: i molti teatri, gli spazi alternativi, ecc. Il punto è che, perché una notte a Firenze sia magica, non bisogna per forza trovare qualcosa da fare. Le luci che illuminano i monumenti e le passeggiate nelle vie al chiar di luna, sono impagabili. E sono nostre, delle persone che la città la vivono, e non di chi vuole svenderla.
